giovedì 20 febbraio 2014

Italia, dal Paese degli allenatori al Paese degli astenuti


Fino a qualche anno fa si era soliti scherzare sul fatto che gli italiani sono sempre stati bravi a sostituirsi agli allenatori di calcio: "Io avrei giocato con questo schema!", "Io non avrei fatto giocare quel difensore!", "Io avrei fatto quella sostituzione!". Discussioni che sarebbero potute andare avanti per ore nell'ormai famoso "Bar dello Sport".
Ora i tempi sono cambiati, per certi versi.
Da quando questi sfacciati grillini hanno cominciato a portare, con cadenza ormai settimanale o mensile, nelle piazze i problemi dell'Italia o sui social network video-testimonianze di ciò che accade realmente nel Palazzo, è nata una nuova categoria: gli astenuti.
L'astenuto è la tipica persona che critica a destra e a manca; la maggior parte delle volte critica la forma, quasi mai il contenuto. Ti premette che lui non è per Renzi o chi per lui, non è per Berlusconi, non è per Vendola, ma soprattutto non è per il dittatore Grillo. Lui è un astenuto! Non c'è nessuno che lo rappresenta: dei circa 20 partiti/movimenti che si presentano alle elezioni, non ce n'è uno che rispecchi più o meno le sue idee! Per lui sono tutti uguali, ma poi, se c'è un Movimento che afferma esattamente questo, non la ritengono più una posizione corretta. Bisogna dialogare con i partiti, altrimenti sei un dittatore!
Solitamente l'astenuto, dopo aver finito di lavorare, torna a casa e commenta il primo post politico in cui si imbatte. Se rispondi seriamente ti dicono che sei permaloso o burattino, consigliandoti di #usciredalblog; se rispondi con una battuta ti dicono che non sei in grado di portare avanti il discorso.
In questo momento l'astenuto ce l'ha particolarmente con Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Renziani, Berlusconiani, Vendoliani si stanno nascondendo bene in questo periodo, non pubblicano cosa di buono realizzano in Parlamento i propri partiti (chissà perché!) a differenza dei sostenitori del M5S, perennemente esposti al giudizio altrui in quanto grandi postatori sui social network (proliferando il materiale di cui possono "vantarsi"). Quindi di qui il duello grillini-astenuti. Solitamente si comincia a parlare in maniera pacata, ma quando l'astenuto non ha più niente da dire partono le paroline magiche: #governoconbersani #attaccoallaboldrini #grilloilrazzista #iricavidelblog.
Ora, caro astenuto, puoi fare 3 cose:
1) continuare a fare quello che stai facendo, quindi criticare questo articolo non per i contenuti ma per la poca diplomazia della forma;
2) informarti sugli attuali 20-25 partiti/movimenti presenti in Italia e cercare di trovarne uno che fa al caso tuo, almeno così nei dibattiti si può parlare anche di contenuti;
3) trovare il restante 25% che alle ultime elezioni non ha votato, confrontarvi e creare un bel partito che fa al caso vostro.

p.s. discussione a parte per gli anarchici e per gli astenuti volutamente indifferenti a qualsivoglia dinamica politica (i peggiori).

6 commenti:

  1. Sicuramente l'astenuto fa meno danni, di coloro che imperterriti continuano a votare da decenni questi pseudopartiti e pseudo politici...Scusi ma lei trova contenuti nei 20-25 partiti e se anche li trovasse sono mai stati tramutati in fatti? Chi vota per un ideologia che non esiste più, fregandosene altamente del bene del Paese,costui è il peggiore..

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    1. Per me è il contrario , l'astenuto fa molti più danni, quelli che da decenni votano gli pseudopartiti lo fanno per l'interesse a spartirsi tutto quello che è possibile rubare oppure ottenere senza dover lavorare ad esempio prendendo i soldi che gli astenuti pagano in tasse per i rimborsi ai partiti mediante i quali foraggiano molti "dipendenti" che non producono niente , in previsione delle vacche magre hanno anche votato per loro interesse il diritto alla cassa integrazione a vita per i dipendenti dei partiti politici.Quindi l'astenuto è quello che va a lavorare se ancora ha un lavoro , paga tutte le tasse , non può pretendere niente se gli chiudono la cassa integrazione o se la Fornero lo manda in pensione a vita terminata, praticamente becco e bastonato , lo hanno addirittura convinto che non andando a votare esprime il suo dissenso verso questa politica ma in realtà l'aiuta a mantenersi in vita, gli astenuti sono quelli che veramente mi fanno pena come individui , riescono ad essere il nulla in tutte le occasioni, ma il nulla non è produttivo, è sicuramente dannoso.

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  2. Guardi, per farle capire come la penso, le allego questa foto che ho trovato su internet. Questo è il senso che voglio dare all'articolo. Forse ha ragione lei, i peggiori sono gli omini rossi della foto che segue. Ma gli astenuti che permettono una cosa del genere come sono?
    http://www.weblife.it/movimento5stelle-trapani/wp-content/uploads/2012/10/votare.jpg

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  3. anonimo sei un grande ma grandissimo glande, l'astenuto è quello che non può proprio parlare, proprio perchè non ha dato il suo voto di preferenza, moltissima gente è morta per poterti dare la possibilità a te che sei un coglione di votare, la prossima volta che vuoi esprimere un giudizio, punto primo non farlo in forma anonima, punto secondo vai a votare e non vuoi fare nulla di tutto questo scendi in piazza e fai qualcosa di costruttivo, altrimenti ti do un consiglio che ti sollevi, prendi una corda di circa due metri e punta la trave di casa, con grande affetto te lo dico

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  4. Alle ultime elezioni, mi ricordo che per quanto riguardava l'ambiente del bar c'era gente, tra cui diversi sostenitori del Movimento 5 Stelle, che parlavano di fare manifestazioni pubbliche durante le quali i partecipanti avrebbero strappato/bruciato le proprie tessere elettorali. In un primo momento fui tentato anche io, devo ammettere, però poi ragionai e decisi che per quanto mi riguardava preferivo tenermi il DOVERE di dire la mia per quanto riguarda il governo. C'era un problema: anche io, come gli astenuti, non mi sentivo rappresentato dai vari partiti, né tantomeno dal Movimento 5 Stelle, con il quale posso trovare pochi punti comune e molti di più che non mi convincono affatto - non basta dire che tutti i partiti sono uguali per rappresentare automaticamente quelli che sono convinti di questa asserzione.
    Di qui la soluzione: come al solito, scegliere tra il minore dei mali. Bisogna fare quello che si può. Astenersi dal votare perché quello che si vorrebbe non è ancora realizzabile non mi pare una scelta molto saggia.
    Però, chi ha detto che per votare bisogna seguire un determinato partito? Alle ultime elezioni ho fatto delle scelte in base a quello che c'era, alle prossime probabilmente opererò una scelta diversa in base a quale sarà, secondo me, la soluzione meno non-idonea alla situazione che si presenterà. Votare per appartenenza e non in base a quella che oggettivamente si ritiene la soluzione migliore alla situazione attuale mi pare altrettanto sciocco quanto non votare. Non si è diversi da quei membri del governo che, invece di votare ai vari ddl, si fanno dire dai loro capi "alla numero X vota così"...

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  5. Ehi! non avercela con gli anarchici! Questi considerano lo stato una lobby contrario alla sovranità popolare. Dunque la democrazia non è uno status quo ma una lotta continua. cosa ben diversa dalla apatia politica!

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